Interoperabilità · luglio 2026

Standard europei DPP: sei componenti per un passaporto interoperabile.

La Decisione di esecuzione (UE) 2026/1736 pubblica i riferimenti di sei norme armonizzate dedicate a scambio dati, identificativi, data carrier, conservazione, API e interoperabilità dei Digital Product Passport.

In sintesi

  • Le norme armonizzate sono state pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 15 luglio 2026.
  • Coprono sei aree: protocolli di scambio, identificativi univoci, data carrier, conservazione, API e interoperabilità.
  • La conformità alle parti applicabili può sostenere la presunzione di conformità ai requisiti ESPR coperti dalle norme.
  • Gli standard non definiscono da soli i dati obbligatori per ogni prodotto: tali dati dipendono dalla legislazione specifica di categoria.
  • Per le imprese diventano criteri pratici per valutare piattaforme, integrazioni, QR/NFC e continuità del servizio.

Il Digital Product Passport è un sistema distribuito: collega il prodotto fisico, un identificativo stabile, un data carrier, dati provenienti da più organizzazioni e livelli di accesso differenti. Senza regole comuni, ogni progetto rischierebbe di diventare un portale isolato. Gli standard armonizzati definiscono il linguaggio tecnico di base con cui queste componenti devono comunicare.

Cosa ha pubblicato la Commissione europea

La Decisione di esecuzione (UE) 2026/1736 del 14 luglio 2026 pubblica i riferimenti di sei standard elaborati da CEN, CENELEC ed ETSI a supporto degli articoli 10 e 11 dell’ESPR. La Decisione è entrata in vigore con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale il 15 luglio 2026.

Il principio importante è la presunzione di conformità: quando un DPP è conforme alle norme armonizzate o alle parti applicabili, può essere considerato conforme ai requisiti ESPR coperti da quelle norme. L’analisi deve comunque essere svolta rispetto al prodotto, alle funzioni implementate e all’atto applicabile.

Le sei aree tecniche

RiferimentoAmbitoDomanda aziendale
EN 18216:2026Protocolli di scambio dei datiCome vengono trasferite le informazioni tra sistemi e organizzazioni?
EN 18219:2026Identificativi univociCome si collegano senza ambiguità prodotto, operatore, struttura e passaporto?
EN 18220:2026Data carrierCome deve funzionare il collegamento fisico o digitale, per esempio tramite QR o NFC?
EN 18221:2026Conservazione, archiviazione e persistenzaCome si mantiene il DPP disponibile e verificabile nel tempo?
EN 18222:2026API per lifecycle e ricercabilitàCome si crea, aggiorna, interroga e gestisce il passaporto tramite interfacce documentate?
EN 18223:2026Interoperabilità dei sistemiCome si evita che dati e processi restino bloccati in una singola piattaforma?

Cosa non definiscono gli standard

Gli standard orizzontali disciplinano il funzionamento dell’infrastruttura DPP. Non sostituiscono gli atti che stabiliscono, per una specifica categoria, quali informazioni devono essere presenti, la granularità richiesta, i soggetti autorizzati ad accedere e la data di applicazione.

Standard tecnico e obbligo di prodotto sono due livelli diversi

Una piattaforma può essere progettata secondo gli standard europei, ma l’obbligo concreto e il dataset del passaporto devono essere verificati sulla legislazione applicabile alla categoria. Anche l’operatività del Registro europeo non rende il DPP automaticamente obbligatorio per tutti i prodotti.

Come usarli per valutare un software DPP

  • Identità esportabili: il fornitore deve spiegare come vengono creati, risolti e mantenuti gli identificativi.
  • Data carrier sostituibile: il QR o l’NFC non deve incorporare logiche che impediscono la migrazione o l’aggiornamento controllato.
  • API documentate: creazione, lettura, ricerca, aggiornamento e revoca devono poter essere governati a volume.
  • Versioni e audit: deve essere possibile ricostruire quale dato era pubblicato, da chi e in quale momento.
  • Continuità: vanno definite disponibilità, backup, esportazione, archiviazione e piano di uscita dal servizio.
  • Accessi separati: pubblico, partner, autorità e soggetti autorizzati devono vedere soltanto i dati previsti.

Impatto sull’architettura aziendale

Gli standard favoriscono un’architettura a componenti: ERP, PLM, MES, WMS, portali fornitori e repository documentali restano fonti, mentre il servizio DPP governa identità, validazioni, versioni, pubblicazione e accesso. L’obiettivo non è duplicare ogni dato, ma sapere da dove proviene, chi lo approva e come viene reso disponibile.

Per questo un progetto pilota deve provare non solo la pagina pubblica, ma anche esportazione, aggiornamento, errori, indisponibilità di una fonte, sostituzione di un documento e gestione di una variante o di un lotto.

Come NexusDPP applica questi criteri

NexusDPP collega identificativi, workflow, documenti, versioni, data carrier e integrazioni in un unico modello governato. La configurazione viene adattata alla granularità richiesta e ai sistemi esistenti; l’adozione delle componenti standard viene verificata in base alla legislazione e al perimetro effettivo del progetto.

Fonti ufficiali

Nota editoriale: contenuto aggiornato al 24 luglio 2026. L’applicazione di una norma tecnica e la valutazione di conformità richiedono l’esame della versione ufficiale, del perimetro coperto e della legislazione di prodotto.

La risposta NexusDPP

Dalla regola europea a un processo aziendale controllato.

NexusDPP è progettata per tradurre requisiti, aggiornamenti e atti di prodotto in campi dati, responsabilità, richieste ai fornitori, verifiche, approvazioni, identificativi e accessi configurabili. Quando il quadro normativo evolve, la struttura può essere aggiornata senza ricostruire l’intero sistema.